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Sunday, May 20, 2012

ARTICOLO 27

martedì 22 maggio 



Metricubi presenta:

ARTICOLO 27
documentario sul trattamento rieducativo nelle carceri italiane
di Laura Fazzini, Elia Agosti, Luca Gaddini


"Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".

E' a partire da questo articolo che inizia il viaggio di un gruppo di ragazzi di Torino e Milano all'interno di quattro carceri Italiane, alla scoperta di come questi principi vengano messi in pratica e del ruolo, delle forme e dei risultati della rieducazione durante il percorso carcerario.

E proprio a questo viaggio dentro al mondo delle carceri sarà dedicata la serata di Metricubi martedì 22 maggio con la presentazione insieme agli autori di Articolo 27 documentario indipendente sulla funzione rieducativa della pena e il lavoro all’interno dei penitenziari italiani.

Saranno presenti per discuterne:

Vania Carlot, presidente della cooperativa Rio Terà dei Pensieri (dedita ai progetti di reinserimento lavorativo nelle carceri veneziane della Giudecca e di Santa Maria Maggiore);
Francesca Corso, già assessore ai diritti e alle tutele della Provincia di Milano;
Alvise Sbraccia, responsabile dell'associazione Antigone (che ospita un osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione);
Andrea Capitanio, responsabile dell'ufficio area penitenziaria del Servizio Promozione Inclusione Sociale del Comune di Venezia.


Durante la serata saranno esposti i prodotti realizzati nel corso dei più recenti laboratori organizzati dalla Cooperativa Rio Terà dei Pensieri.

Apertura ore 19.00
Inizio presentazione ore 19.30
Ingresso riservato soci ARCI


per informazioni:

www.facebook.com/art27doc
www.rioteradeipensieri.org
www.associazioneantigone.it

Tuesday, May 15, 2012

SALUTI QUEER DA VENEZIA

giovedì 17 maggio

 

SALUTI QUEER DA VENEZIA

PROVE DI SPOT PER UNA CAMPAGNA VIRALE

Nove video-cartoline su diritti, pregiudizi, desideri. 



Lancio in contemporanea del progetto video e web a Venezia, Metricubi,  e a Cordoba (Argentina), Istituto italiano di cultura.

Saluti Queer da Venezia è una serie di nove video-cartoline di altrettante donne e uomini che vivono a Venezia e parlano di diritti civili, discriminazioni, amore, pregiudizi, progetti culturali e sociali.

Sono nove micro-ritratti prodotti dall’Osservatorio Queer del Comune di Venezia e realizzati da due argentini, Pablo Pastor e Salvador Perez, che hanno vissuto in Italia e che ora sono tornati nel loro paese natale.
I nove video, visibili in streaming sulla pagina web www.salutiqueerdavenezia.org, hanno anche versioni sottotitolate in inglese e spagnolo e sono l’oggetto di una vera e propria campagna virale sul web che inizierà i prossimi giorni.

I ritratti, i pensieri e i desideri di queste persone, raccolti da Pastor e Perez, sono appunti preziosi per comprendere la città e le possibilità di intervento nella sfera dei diritti di cittadinanza.

A raccontarsi, è un gruppo di uomini e donne, differenti per età, professioni, biografie: Sara, una psicologa che lavora nei progetti contro l’omofobia nelle scuole; Luca, un ricercatore di sociologia e di gay studies; Carlo e Wenyu, una coppia di cinquantenni che vorrebbe vedere riconosciuti i propri diritti e vivere in un Paese civile; Margherita, una delle avvocate impegnate per il riconoscimento dei diritti civili e del diritto al matrimonio; Fabio, ventenne e Egleth, trentenne, che parlano della Venezia friendly e queer; Ulderico, 70 anni, tra i fondatori della storica prima organizzazione gay italiana, il “Fuori” , negli anni Settanta; Francesco e Francesco, una coppia di curatori d’arte impegnati in progetti culturali queer; le ragazze del collettivo lesbico e femminista “Vengo prima”, attiviste contro il sessimo e l’omofobia.

“Saluti Queer da Venezia”, prodotto da PZP/Cultura è stato possibile grazie al supporto del Servizio Problemi del Lavoro del Comune e la collaborazione dell’Osservatorio Antidiscriminazioni cittadino.

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Pablo Pastor (San Juan, 1984) è diplomato alla facoltà di Cinema e TV alla Scuola di Belle Arti dell’Università nazionale di Cordoba, specializzandosi in video-editing. Ha montato e diretto numerosi documentari creativi e spot commerciali in Argentina, Spagna, Andorra e Italia. Da ottobre 2009 al dicembre 2011 è stato consulente per Fabrica, il Centro di Ricerca sulla Comunicazione del Gruppo Benetton,

Salvador Perez
(Córdoba, 1973) è professore di flauto traverso presso il Conservatorio di Musica "Felix T. Garzón" a Córdoba. Dopo la formazione in Management Culturale presso l'Università Blas Pascal, ha sviluppato progetti sotto la marca PZP/CULTURA oltre alla collaborazione con altri curatori ed artisti.
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apertura con aperitivo ore 19.30

ingresso riservato soci Arci
 

Friday, April 6, 2012

Kino³ event: THE FUTURE un film di Miranda July - PRIMA ITALIANA

Giovedì 12 aprile

Metricubi, in collaborazione con il Circuito Cinema Comunale, e grazie al prezioso contributo di The Match Factory, vi invita ad una speciale serata-evento con Kino³, questa volta, eccezionalmente, presso il Cinema Giorgione, e vi presenta la prima italiana di

THE FUTURE
un film di Miranda July

PRIMA ITALIANA
Germania|USA, 2011, 91'
v.o. inglese, sottotitoli italiano

Sophie e Jason sono una coppia trentenne, vivono in un monolocale e passano molto tempo online. Decidono di adottare un gatto malato di nome Paw Paw che, come un neonato, avrà bisogno di cure costanti. Nonostante le loro buone intenzioni, Sophie e Jason sono terrorizzati dalla responsabilità e dalla perdita incombente della libertà. Trenta giorni li separano dall’arrivo di Paw Paw e decidono quindi di lasciare le occupazioni - che odiano - per perseguire i loro sogni. Sophie vuole preparare un video di danza da postare su internet e Jason vuole lasciare che la sua vita sia completamente determinata dal caso. Vivendo in due realtà spaventosamente sospese e diverse, Sophie e Jason dovranno fare i conti con il tempo, lo spazio e le loro anime per poter tornare a casa.


THE FUTURE
è l'ultimo film di Miranda July (Me and You and Everyone We Know, 2005). Presentato nel 2011 al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino. Il film vede protagonisti la stessa July, Hamish Linklater e David Warshofsky e si avvale della collaborazione di Andrew Bird (già editor di Soul Kitchen e La Sposa Turca, di Fatih Akin) e della colonna sonora di Jon Brion (Se mi lasci ti cancello, Magnolia).


MIRANDA JULY
è un'artista, regista e scrittrice. I suoi lavori sono stati presentati in istituzioni come il Museum of Modern Art, il Guggenheim di New York e a due Biennali del Whitney. Il suo primo film, Me and You and Everyone We Know (2005) ha vinto il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival e quattro premi al festival di Cannes, compreso il premio Camera d'Or. I suoi racconti sono apparsi su The Paris Review, Harper's Magazine e The New Yorker; il suo primo libro Tu più di chiunque altro, è stato pubblicato in più di venti paesi. Ha creato un sito web partecipativo con l'artista Harrell Fletcher, learningtoloveyoumore, seguito dalla pubblicazione di un libro; il lavoro fa ora parte della collezione del San Francisco Museum of Modern Art. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2009 con Eleven Heavy Things, un'installazione di sculture interattive.


giovedì 12 aprile
ore 21.00
Cinema Giorgione
- sala A
proiezione unica
biglietto tariffa unica € 5.00
ingresso vietato ai minori 18 anni

prevendite presso la biglietteria del Cinema Giorgione a partire da venerdì 6 aprile
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“Come nel suo debutto mozzafiato del 2005, Me and You and Everyone We Know, July crea un universo cinematografico fluido, abbastanza flessibile da abbracciare gli interessi preferiti dell'artista. Fa capolino nell'arte performativa e nella cultura internet e crea immagini perfette di una quotidianità soprannaturale. Una ragazzina si seppellisce letteralmente in un buco. La luna parla. Il mare si ferma. In The Future tutto è possibile.”
(Lisa Schwarzbaum, Entertainment Weekly, 16 agosto 2011)

“Quest'indagine meravigliosamente bizzarra della paura di una cosmica mancanza di significato è profondamente toccante e onesta”
(Aaron Hillis, The Village Voice, 25 maggio 2011)

“Miranda July è una specie di maga. Può prendere la storia di una coppia di trentenni che adottano un gatto ferito e trasformarla in una spettacolare allegoria della paura di crescere dell’internet generation.”
(Angela Watercutter, Wired, 3 agosto 2011)

“La complessità di The Future è tutta contenuta nel titolo che si riferisce, nello stesso tempo, ad una astrazione terrificante – un inconoscibile territorio delimitato dalla morte, dall’eternità e dalla fine del tempo - e ad un fatto concreto, banale. Che cosa hai intenzione di fare adesso?
E’ un’enorme, spaventosa domanda, ma la risposta può essere piccola e specifica. Usate la vostra immaginazione. Andate a vedere questo film.”
(A. O. Scott, New York Times 28 luglio 2011)

“July trascende la dimensione familiare prendendo una svolta in un modo surreale che sfiora la fantascienza. Incorpora fluidamente nella storia il linguaggio visivo della performance e della video arte, esplorando con profonda efficacia particolari emozioni, minuziosamente osservate, e allo stesso modo gioca con quello che il cinema indie narrativo americano può essere e fare.”
(Karina Longworth, L.A. Weekly, 4 agosto 2011)

“Miranda July non solo rievoca le qualità (e la qualità) del suo film di debutto, Me and You and Everyone We Know, ma le sviluppa in modi ricchi e affascinanti. […] L'intero film rende con successo una storia sulle terrificanti possibilità della vita, l'incertezza dell'amore e la certezza del passaggio del tempo. Il film di July è insieme accessibile - carico di momenti esilaranti e vincenti - e criptico - le linee del tempo sono contorte, con momenti di movimenti bizzarri e simboli misteriosi - ma è sempre innegabilmente suo.”
(James Rocchi, IndieWire, 23 gennaio 2011)

Tuesday, December 13, 2011

Kino³: YURI ANCARANI

venerdì 16 dicembre

Questa settimana, eccezionalmente di venerdì, un appuntamento speciale con Kino³

INCONTRO CON IL REGISTA YURI ANCARANI
e proiezione de
IL CAPO
- Italia, 2010, 15'

PIATTAFORMA LUNA - Italia, 2011, 25'
e selezione dei lavori precedenti

 
YURI ANCARANI è una delle personalità cinematografiche italiane più interessanti emerse negli ultimi anni. Nei suoi lavori trasfigura una forte base documentaria con una precisa e personale visione estetica: attraverso una cifra stilistica poetica e a volte ironica, interroga e documenta le trasformazioni del mondo contemporaneo, con particolare attenzione ai rituali sociali che modificano il territorio. Dopo lo straordinario successo internazionale del suo film Il Capo, è tornato quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia (Selezione Orizzonti) con Piattaforma Luna, prodotto da Maurizio Cattelan. Yuri Ancarani sarà a Metricubi per presentarci questi film e una selezione dei suoi lavori precedenti.


IL CAPO: Monte Bettogli, Carrara. Nelle cave di marmo uomini e macchine scavano la montagna. Il Capo controlla, coordina e conduce cavatori e mezzi con un linguaggio fatto di soli gesti e di segni. Dirigendo la sua orchestra pericolosa e sublime, il Capo agisce in un rumore assoluto, che si fa paradossale silenzio.



PIATTAFORMA LUNA: girato in una camera iperbarica con un gruppo di sommozzatori specializzati in lavorazioni a grande profondità. Per settimane la vita degli operatori tecnici subacquei si svolge tra il fondo del mare, a 180 metri di profondità, e la camera iperbarica, che mantiene la stessa pressione. Piattaforma Luna è un documentario di fantascienza.




Yuri Ancarani Nato a Ravenna nel 1972, vive a Milano. Artista visivo e regista, è docente di videoarte alla NABA di Milano. Le sue opere sono state presentate in festival cinematografici, mostre e musei, tra cui: Biennale di Praga 5; Full Frame Documentary Festival, Durham; Cinéma du Réel, Parigi; Videoreport Italia, GCAC Monfalcone; N.O. Gallery, Milano; 23. IDFA, Amsterdam; 67. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Si è aggiudicato la Genziana d'Argento al Trento Film Festival e il premio per il miglior documentario al New Horizons IFF, Wroclaw.

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"Yuri Ancarani manages to build frames and angles that are quite unusual in cinema, meant to turn the operation into an even bigger spectacle. Aesthetically and geographically speaking, Il Capo is a monumental work."
(Bruno Carmelo, NISIMAZINE)

"un sorprendente corto di 15 minuti sospeso nel tempo e per certi versi molto vicino all’essenza dei documentari industriali realizzati da Ermanno Olmi"
(Michele Faggi, INDIE-EYE)

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"La classe non è acqua [...], 25 minuti di riprese in un batiscafo rotondo e bianco latte, tra l’astronave di Kubrick e Jules Verne"
(Alessandra Mammì, L'ESPRESSO)

"Piattaforma Luna si situa [...] in quella terra di mezzo tra videoarte e cinema osservando con il rigore di una science-fiction documentale la relazione tra corpo e gesto arcaico, quasi a suggerire una comunicazione complessa e a tratti inestricabile tra immagine e segno, codice meccanico e rituale."
(Michele Faggi, INDIE-EYE)

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apertura con aperitivo ore 19.30
inizio proiezione ore 21.00

ingresso riservato soci Arci

Tuesday, December 6, 2011

Kino³: TWO YEARS AT SEA

giovedì 8 dicembre 2011

Questa settimana torna Kino³, con il primo lungometraggio di Ben Rivers

TWO YEARS AT SEA
di Ben Rivers

Gran Bretagna, 2011, 88'

Ben Rivers filma Jake Williams e il suo auto-esilio in una foresta dell'Aberdeenshire. Le scene di una vita decisamente non comune sono raccolte con infinto rispetto e sensibilità. Le irregolarità del 16mm sviluppato a mano accompagnano una vecchia audiocassetta, una zattera fatta a mano, una roulotte che vola e la vita di Jake. Two Years at Sea è un'ode meravigliosa, concreta e sussurrata, all'analogico, alla terra, all'imperfezione, all'umano.

Ben Rivers regista e artista visivo, ha ricevuto una serie di incarichi e riconoscimenti internazionali, fra cui il London Artist Film and Video Award del 2007. É stato insignito del Paul Hamlyn Award for Artists nel 2010 e del Baloise Art Prize nel 2011. Fra le proiezioni e le retrospettive dedicate all'artista sono da citare quelle della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, del London Film Festival, di Punto de Vista, di Indielisboa. Two Years at Sea, recentemente premiato a CPH:DOX, è stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Premio Fipresci, e ai festival di New York (NYFF - Views from the Avanguard), Londra, e Vienna (Viennale).

www.benrivers.com

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"This is much more than a simple portrait of outsider eccentricity, as it also offers that rare thing in cinema: a vision of true happiness."
(David Jenkins, TIME OUT LONDON)

"The film has a directness and an innocence that are anything but sentimental. Rivers shows how existence itself and its duration in a specific place and time is sufficiently compelling, requiring no metaphors or symbols to impress its value on us."
(Tony Pipolo, ARTFORUM)

"Interpreting “Two Years at Sea” is far less important (or necessary) than watching it, experiencing the film as it happens instead of trying to wrest meaning from it. What counts is the fog that wreathes the trees, the bloody folk song that the man plays on a record player, the slight pulsing quality of the images and the way that another person’s seclusion can feel like an oasis."
(Manhola Dargis, THE NEW YORK TIMES)

"Ben Rivers ne taille pas dans le temps, il l’épouse. L’étirement des plans marque cette volonté de coïncider avec la matérialité de l’écoulement temporel. [...] Difficile d’imaginer plus beau dialogue entre ce matériau fragile et notre présence au monde."
(Arnaud Hée, CRITIKAT)



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apertura con aperitivo ore 19.00
inizio proiezione ore 21.00

ingresso riservato soci Arci 

Monday, November 28, 2011

Kino³: THE INVADER

giovedì 1 dicembre 2011


Continua la programmazione di Kino³ con

THE INVADER
di Nicolas Provost

Belgio, 2011, 95'
v.o. francese, sub. italiano

Dopo il consenso internazionale raccolto con i suoi lavori brevi, Nicolas Provost passa al lungometraggio, con un film dal fortissimo impatto visivo. Un dispositivo narrativo classico contiene in realtà un film di ricerca, che mescola le seducenti atmosfere e la raffinatezza visiva dei suoi corti con una fisicità che diventa motore narrativo. Gli asettici toni freddi e le rigide regole non scritte di una città europea si scontrano con il controverso magnetismo carismatico e l’intensità fisica del protagonista.
The Invader gioca, provocatoriamente e senza retorica, con gli stereotipi culturali ed economici legati all’immigrazione e riesce ad essere, nello stesso tempo, grintoso e plausibile, intrigante e fantastico.

Nicolas Provost è regista e video artista. Le sue opere hanno fatto il giro del mondo, partecipando e ricevendo una lunga serie di premi nei festival più prestigiosi. Due dei suoi lavori video, Papillon d'amour e Suspension, sono stati premiati al Sundance Festival. The Invader è stato presentato alla 68. Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Orizzonti, al Toronto International Film Festival e al Festival di San Sebastian.


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"Ambitious, surprisingly successful attempt to combine tough urban thriller with edgy socio-political parable."
(Neil Young, THE HOLLYWOOD REPORTER)

"A bold, convincing piece of storytelling which confirms Provost as one to watch."
(Jude Lister, NIMAZINE)

"The Invader is intended as provocation [...] but the film has layers that run far deeper than that. [...] The Invader is a bold yet subtle debut from Provost."
(Todd Brown, TWITCH)

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apertura con aperitivo ore 19.30
inizio proiezione ore 21.00

ingresso riservato soci Arci

Monday, November 21, 2011

Kino³: MAURO ANDRIZZI

24 novembre 2011

Metricubi presenta un appuntamento speciale con Kino³.

Incontro con il regista MAURO ANDRIZZI
e proiezione dei film
EN EL FUTURO (ore 20.00) 

e ACCIDENTES GLORIOSOS (ore 21.30)


EN EL FUTURO
di Mauro Andrizzi

Argentina 2010, 52'
v.o. spagnolo, sottotitoli INGLESE

"En El Futuro" è una raccolta di storie d'amore ed è una storia d'amore tra generi. Documentario e fiction, tragedia e farsa...fantasmi, baci, telefonate misteriose nel cuore della notte, un uomo geloso e un altro dalla doppia vita. L'accuratezza e l'ambiguità della messa in scena elevano la narrazione e la portano ad un punto in cui nulla è definito, nulla è certo, tutto è possibile.
Nel frattempo le domande si accumulano: di cosa si tratta? Cosa è veramente reale? E' davvero importante che lo sia?
Presentato nella sezione Orizzonti alla 67. Mostra del Cinema di Venezia, è stato selezionato al festival CPH:DOX di Copenhagen, al Festival di Rotterdam e in numerosi altri festival internazionali.


ACCIDENTES GLORIOSOS
di Mauro Andrizzi e Marcus Lindeen

Argentina/Danimarca/Svezia, 2011, 58'
v.o. spagnolo, sub. Italiano

Un "incidente glorioso" non provoca solo vuoto e disperazione ma, in qualche modo misterioso, cambia il destino delle persone. Nove storie di trasformazione si susseguono e si intersecano: dal fotografo alla ricerca dell'incidente perfetto da immortalare, all'uomo che cambia personalità dopo un trapianto di cuore, a chi -nelle buie sale di un sex club - è in attesa di una leggenda del sesso orale. Una narrazione liberata, onirica e inconsueta, in cui la dimensione surreale si mescola con quella reale, sovvertendo i codici che sullo schermo rappresentano verità e finzione. Un film sull'oscurità, la ricerca dell'orgasmo perfetto e i buchi senza fondo. Accidentes Gloriosos nasce dalla collaborazione tra due registi, Mauro Andrizzi e Marcus Lindeen, coinvolti in DOX:LAB, un progetto del festival danese CPH:DOX, che prevedeva la realizzazione di un film a budget ridotto in un anno. Il film è stato selezionato per la 68. Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Premio Orizzonti Mediometraggio.


MAURO ANDRIZZI nasce nel 1980 a Mar del Plata, Argentina. Studia sceneggiatura e nel 2001 si laurea all'ENERC (Scuola Nazionale di Cinema) di Buenos Aires. Da allora ha girato quattro lungometraggi, tra cui Iraqui Short Films (2008), En El Futuro e Accidentes Gloriosos, entrambi presentati in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.

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"The Argentinian filmmaker Mauro Andrizzi has looked into the crystal ball to give us his take on the future of cinema - or at least on how film can still reinvent itself and continue to subsume us."
(Catalogo ufficiale CPH:DOX 2010)

“Between one tale and the next, Andrizzi intersperses the intimist tone of his static shots with sequences of unbelievable intensity and unquestionable beauty.”
(Roger Koza, Guest Programmer FICUNAM)

"Fotografías, imágenes en un bello, cuidado y melancólico blanco y negro, y un aire al cine de David Lynch son algunas de las cosas que propone esta extraña y fascinante película."
(Diego Batlle, OTROS CINES)

"An unclassifiable (fiction, documentary?) episodic film, fulminating and paradoxical moral tales on contemporary forms of eroticism and sexuality."
(MUBI Europe)

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"Il film è un interessante collage di luoghi disparati, oggetti e persone che si incontrano nello scuro spazio del cinema"
(Giuria Orizzonti, 68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia)

"Mauro Andrizzi es un artista que se juega, que arriesga y que […] termina ganando."
(Diego Batlle, OTROS CINES)

"Accidentes gloriosos, sugiere azar y felicidad. Es una película de búsqueda y experimentación, un filme de un movimiento incesante"
(Roger Koza, LA VOZ)



"Accidentes Gloriosos elegantly and poetically combines different fates, shows the disturbing beauty of destruction, relating sexuality to our living will."
(Marie Elisa Scheidt, KINEMATRIX)


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Il regista Mauro Andrizzi sarà presente in sala per introdurre i suoi film e per un incontro con il pubblico.

apertura ore 19.00
inizio prima proiezione ore 20.00
inizio seconda proiezione ore 21.30


ingresso riservato soci Arci

Sunday, November 13, 2011

Kino³: EXIT THROUGH THE GIFT SHOP

 17 novembre 2011





Questa settimana a Kino³ un film evento

EXIT THROUGH THE GIFT SHOP
di Banksy

USA/Gran Bretagna, 2010, 87'
v.o. inglese, sub. Italiano

“Un film su un uomo che ha tentato di fare un film su di me”: così Banksy descrive Exit Through the Gift Shop. L'artista britannico è conosciuto per i suoi interventi di street-art e per non aver mai rivelato la sua vera identità. Non sorprende, dunque, la sua riluttanza ad essere filmato da un eccentrico commerciante francese, Thierry Guetta.
Exit Through the Gift Shop segue i tentativi di Thierry di catturare il mondo della graffiti-art nel suo lato più elettrizzante e spericolato, seguendo alcuni dei più famosi artisti al lavoro. E vediamo gli sforzi di Thierry per avvicinare Banksy e diventare suo amico, per riceverne a sua volta visibilità. La storia di un uomo che voleva filmare l'infilmabile...e del suo splendido e illuminante fallimento.
Dire documentario però non vuol dire 'vero', è solo il modo convenzionale di identificare un formato. E' tutto vero? E' tutto falso? A cosa dobbiamo credere? Banksy come al solito diverte, intriga e incuriosisce, ma non conferma, non commenta, non smentisce.

Banksy (Bristol, 1974 o 1975) è uno street artist inglese. Molte le congetture sul nome e sulla sua identità ma nessuna certezza. Dopo l’adolescenza nella città natale, nei primi del 2000 Banksy è a Londra. Esordisce raffigurando topi, ma in pochi anni i muri di moltissime città del mondo si animano con i suoi lavori ironici, pungenti, provocatori e irriverenti. 






"Subversive, provocative and unexpected, Exit Through the Gift Shop delights in taking you by surprise, starting quietly but ending up in a hall of mirrors as unsettling asanything Lewis Carroll's Alice ever experienced"
(Kenneth Turan, LOS ANGELES TIMES)


"perversely brilliant"
(TIME OUT NEW YORK)
 
 
"An exhilarating hall-of-mirrors look at what happens when global art fame turns anonymous, artists become objects, fans turn into artists, and the whole what's-sincere-and-what's-a-sham spectacle is more fun than art was ever supposed to be."
(Owen Gleiberman, ENTERTAINMENT WEEKLY)

"Too cleverly constructed to dismiss as another recycled joke on the inanity of modern art, Exit Through the Gift Shop is [...] strangely inspirational. Go on, pick up an aerosol can, paint yourself an empire, and see if we call your bluff."
(Aaron Hillis, VILLAGE VOICE)

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apertura con aperitivo ore 19.30
inizio proiezione ore 21.00


ingresso riservato soci Arci

Saturday, November 5, 2011

Kino³: THE ARBOR

giovedì 10 novembre 2011

    
Continua la programmazione di Kino³ con

THE ARBOR
di Clio Barnard

Gran Bretagna, 2010, 94'

v.o. inglese, sottotitoli italiano

The Arbor, strada di un quartiere periferico di Bradford, definisce la vita della scrittrice teenager Andrea Dunbar: è il luogo in cui è cresciuta, il titolo del suo primo dramma e l'ambientazione dei successivi.
Ma The Arbor non è solo un documentario biografico,
The Arbor non ha genere. Attori recitano in lip-synch l'audio originale dei personaggi reali, rendendo vivo ogni sospiro, ogni esitazione, ogni piccola variazione emotiva. Altri attori mettono in scena The Arbor nei luoghi in cui è stato scritto e vissuto, mentre alla BBC appare la (vera?) Andrea Dunbar.
La finzione interroga e risponde, amplifica ed espande la realtà, proprio come nelle sue pièce, taglienti, vitali e ferocemente autobiografiche.
Il risultato è un'esperienza cinematografica unica, una narrazione rigorosa, sconvolgente, delicata e potentissima. Uno dei film più toccanti e creativi dell'anno.

Clio Barnard è un'artista da anni impegnata nel lavoro sull'audiovisivo. Le sue opere hanno partecipato a numerosi festival internazionali, sono state esposte in gallerie come la Tate Modern di Londra o il MoMa di New York.
 
The Arbor, il suo primo lungometraggio, è stato presentato e acclamato in importanti festival, come il London Film Festival, IDFA (Amsterdam) e il Tribeca Film Festival, dove ha vinto il Best New Documentary Filmmaker Award.
 



"This is a fiercely intellectual piece of cinema that still manages to grab your heart and punch you in the gut."
(Amber Wilkinson, EYE FOR FILM)

"Like a Ken Loach drama stripped to bare bones, "The Arbor" springs to life in the bright bitterness of Dunbar's prose"
(Jeannette Catsoulis, THE NEW YORK TIMES)

"Moving, bold, unconventional and impeccably staged, The Arbor is a worthy tribute to a powerfully artistic voice."
(Anna Smith, EMPIRE MAGAZINE)

"Barnard’s weaving of past and present, life and art, is unnerving and thrilling. It’s also fitting for a legacy of dysfunction and despair, marked by flashes of brilliance."
(Loren King, BOSTON GLOBE)

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apertura con aperitivo ore 19.30
inizio proiezione ore 21.00


ingresso riservato possessori tessera Arci

Post: HACKTIVISM

mercoledì 9 novembre 2011


Metricubi è orgoglioso di presentare il primo appuntamento con POST, il nuovo ciclo di incontri sulle dinamiche sociali, politiche, artistiche e tecnologiche della rete.

Post:
HACKTIVISM
A 4-Chan Revolution?


"Se vuoi essere un grande hacker, devi fare qualcosa di utile. E' una lotta seria, coinvolge persone normali che con l'ausilio della tecnologia vanificano i tentativi di governi, eserciti e potenti organizzazioni in tutto il mondo di reprimere la libertà di parola,discussione e pensiero".
 - M. Humphrys -

Hacking come attivismo e lotta per la libertà d'espressione. Una conversazione per immagini, un percorso inedito sulle origini e sull'evoluzione dell'hacking, fino a sondare lo stato attuale delle cose. Dalla caverna del ciclope a Occupy Wall Street.


Ninetyninepercent è il nome (occasionale) del nostro ospite che, in linea con i movimenti di cui ci parlerà, preferisce l'anonimato.


POST

a partire da novembre, un incontro al mese sulle dinamiche sociali, politiche, artistiche e tecnologiche della rete. Un approfondimento accessibile, lontano dai codici criptici da addetti ai lavori e dalla superficialità dei media generalisti.

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apertura con aperitivo ore 19.00
inizio incontro ore 21.00


ingresso riservato possessori tessera Arci
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NB: per saperne di più è disponibile la video playlist ideata dal nostro ospite, Ninetyninepercent.
        Enjoy it!

Tuesday, November 1, 2011

Kino³: BLONDES IN THE JUNGLE

giovedì 3 novembre 2011




Torna Kino³, il programma cinematografico di Metricubi: anche quest'anno un'incursione settimanale nei territori più creativi e sorprendenti del cinema contemporaneo.
Il primo, imperdibile appuntamento è con la prima italiana di

BLONDES IN THE JUNGLE
un film di Lev Kalman e Whitney Horn

USA, 2009, 48'
v.o. inglese, sub. Italiano

Tre teenager nella giungla dell'Honduras, tra esperienze “stupefacenti” e incontri magici, lottano contro l'ambiente ostile, alla ricerca della fonte dell'eterna giovinezza. Le sensuali immagini della natura selvaggia - girate in 16mm - si mescolano all'estetica dei programmi televisivi per adolescenti: Werner Herzog meets Bayside School, con risultati sorprendenti.
Un'affascinante, divertente e originalissima avventura spirituale.

Colonna sonora originale di El Jefe and The Executive Look, featuring Aa, Asobi Seksu, Birthday Boyz, Vampire Weekend e Julianna Barwick.

Lev Kalman e Whitney Horn si rifanno a pratiche cinematografiche eterodosse e underground nella tradizione di Andy Warhol, Charles Burnett e Fischli & Weiss. Il loro approccio irriverente e sperimentale mescola elementi esotici ed artificiali con il caso e l'idiosincrasia. Dall'inizio della loro collaborazione, nel 2003 come studenti alla Columbia University, hanno prodotto una numerosa serie di film, lavori video e video musicali.

Blondes in the Jungle è stato presentato al Festival di Rotterdam nel 2010. Metricubi lo presenta in prima italiana. 




"If you could put a healing balm on the psychic wound that is the '80s, it would probably contain a dose of the original toxin. Blondes in the Jungle is just such a remedy ... [it] takes a panoramic view, at the same time gently revealing hypocrisies and reveling in a surplus of pleasures."
(Cine-file)

"Blondes in the Jungle is a cheerful, genial and strange comedy, yet it's so good-natured and screwy that it's easy to go along with all of the improbable happenings - and there's certainly plenty of those. Plus, the scenery is absolutely beautiful to look at with gorgeous cinematography by Horn."
(Mike Everleth, Bad Lit)

"Sexual appeal, adventure appeal, and voyeuristic appeal with super funny dialogue and great delivery."
(Sara Blaylock, indipendent visual art curator)


apertura con aperitivo ore 19.30
inizio proiezione ore 21.00

ingresso riservato possessori tessera Arci

Monday, April 18, 2011

Kino³: TRASH HUMPERS un film di Harmony Korine





Giovedì 21 aprile

Kino³

TRASH HUMPERS
un film di Harmony Korine
Prima Italiana
USA, 2009, 78'

L'incontrollabile provocatore Harmony Korine (Gummo, Julien Donkey-Boy, Mister Lonely), torna con una distorta e radicale riflessione sull’oscenità e la perversione della cultura televisiva. In un’America suburbana e post-apocalittica i suoi personaggi, mascherati da vecchi, intraprendono azioni insensate di vandalismo performativo e cantano ripetutamente inquietanti filastrocche. L’estetica no-budget (il film è girato in VHS) va oltre i limiti di ciò che chiamiamo “film” e rende superfluo ogni interrogativo su generi e formati. Korine riesce, in forma molto personale, a rendere quella che il suo mentore Werner Herzog chiama “verità estatica”.

Primo nella classifica dei migliori film non distribuiti di indieWIRE, Trash Humpers è stato presentato al festival di Toronto ed è stato accolto trionfalmente al festival di Rotterdam. Il film è presentato in Prima Italiana a Metricubi.
www.trashhumpers.com

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"It is an exercise in experimental provocation and in pure insolence, while sometimes being horribly funny and fascinating, reviving the spirit of Tod Browning's Freaks and the ice-cold vision of Diane Arbus."
(Peter Bradshaw, THE GUARDIAN)

"Since “Gummo”, Korine has made it his prerogative to make poetry out of nightmarish imagery".
(Eric Kohn, indieWIRE)

"This is counter-cinema at its best. For every insipid, corporate-led blockbuster that comes hurtling out of Hollywood, something as gross, coarse and provocative as Trash Humpers must counteract, if just to remind us of the power of film."
(Shelley Jones, LITTLE WHITE LIES)

"Korine's films aren't to everyone's taste; I've seen "Trash Humpers" several times, and I'm still not sure I like it. But for the brave souls who make it to the end, there should at least be no question of the movie's sincerity. Whatever Korine means, he really means it."
(Sam Adams, SALON)

"If you’re willing to broaden your cinematic expectations to include the utterly random, it’s a must-see."
(Emily Cheng, TIME OUT SIDNEY)

"Influenced by surveillance and prank videos, but hardly haphazard (in fact, its nonaesthetic is the result of intricate design and careful production), Korine's faked relic about a separatist group of drunken, garbage can–fetishizing, self-mythologizing miscreants is the ultimate, twisted fairy tale allegory for our decaying times."
(Karina Longworth, LA WEEKLY)

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Apertura con aperitivo ore 19.30
Inizio proiezione ore 21.00

Ingresso riservato possessori tessera Arci.

Tuesday, April 12, 2011

Kino³: TROUBLES IN PARADISE - i film di JEAN-GABRIEL PÉRIOT



giovedì 14 aprile · 19.30 - 23.30

Metricubi è orgoglioso di accogliere uno dei registi più interessanti del panorama contemporaneo: Jean-Gabriel Périot, che sarà con noi per presentare al pubblico di Kino³ il suo lavoro.

TROUBLES IN PARADISE
I FILM DI JEAN-GABRIEL PÉRIOT
programma di 60' ca.
Proiezione alla presenza del regista

Un’istanza di rivolta è alla base delle immagini di Jean-Gabriel Périot. La rivolta necessaria, quella che attraversa la storia e la fa avanzare. Alla sensibilità storica e sociale si associa una ricerca formale estremamente creativa, che non passa mai in secondo piano. Il montaggio vibrante e il preciso lavoro sul suono liberano tutta la potenza delle immagini, che incendiano e travolgono lo schermo.

Jean-Gabriel Périot, nato in Francia nel 1974, ha diretto numerosi cortometraggi. Sviluppa un suo peculiare stile di montaggio utilizzando materiale d'archivio e immagini prese dalla rete.
I suoi film sono stati mostrati nei festival di tutto il mondo (la lista è vastissima).
www.jgperiot.net

Monday, April 4, 2011

Kino³: RUBBER un film di Quentin Dupieux



giovedì 7 aprile · 19.30 - 23.30

Metricubi è orgoglioso di presentare un'altra, imperdibile, strepitosa Prima Italiana a Kino³:

RUBBER
di Quentin Dupieux
Prima Italiana
...USA, 2010, 85'.
v.o. inglese, sott. Italiano

Robert, vecchio pneumatico abbandonato in mezzo al deserto, prende vita, scoprendo d'essere posseduto da terrificanti poteri telecinetici. Sulle tracce di una donna bellissima e misteriosa, Robert lascerà al suo passaggio una scia di distruzione. Rubber è una riflessione intelligente, originale e (molto) divertente sul cinema, sulle attese e frustrazioni dello spettatore, sui pericoli delle convenzioni.

Rubber è il terzo film di Quentin Dupieux, regista e dj meglio noto al grande pubblico come Mr. Oizo. Selezionato alla Semaine de la Critique di Cannes e al Festival di Locarno nel 2010, Rubber si è guadagnato in pochissimo tempo lo status di cult movie. www.rubberthemovie.com

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"Rubber is some kind of miracle"
(Karina Longworth, VILLAGE VOICE)

"One of the more bizarre experiments with genre in quite some time."
(Eric Kohn, indieWIRE)

"If you meet the fiendishly deadpan "Rubber" halfway, its assured mix of cinephile artiness and grindhouse spoof will offer some oddball surprises."
(Robert Abele, LOS ANGELES TIMES)

"A strikingly clever parody of bloody road thrillers of the nineteen-seventies."
(Richard Brody, THE NEW YORKER)
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Apertura con aperitivo ore 19.30
Inizio proiezione ore 21.00

Ingresso riservato possessori tessera Arci.

Tuesday, March 29, 2011

Kino³: BUILD A SHIP, SAIL TO SADNESS un film di Laurin Federlein




giovedì 31 marzo · 19.30 - 23.30

Giovedì 31 marzo Metricubi presenta il film scelto dal pubblico tra quelli proposti nella prima sessione di Kino³:

BUILD A SHIP, SAIL TO SADNESS di Laurin Federlein
con Magnus Aronson
UK, 2007, 68'.
...v.o. inglese, sottotitoli italiano

Fitzcarraldo e l'opera nella giungla, Vincent e la disco nelle Highlands. Un film poetico, musicale, melancolico, divertente, epico. Un documentario "deviato" verso un film sperimentale sul desiderio, il tormento e l'estasi di uno spirito visionario. Un cult movie.

International Film Festival Rotterdam, Centre Pompidou, Anthology Film Archives (NY), Premiers Plans (Angers), Los Angeles Film Festival.

"It wears its roughness as a badge of honor and is all the funnier as a result"
(Matt Zoller Seitz, NEW YORK TIMES)

"As contagious as a night on the dance floor"
(Aaron Hillis, VILLAGE VOICE)

"Simply brilliant"
(Jacob Powell, LUMIÈRE READER)

"A promising debut for Laurin Felderin"
(SNEERSNIPE)

"Beautifully peculiar"
(Doug Jones, head programmer L.A. FILM FESTIVAL)


Apertura con aperitivo ore 19:30
Inizio proiezione ore 21:00.

Ingresso riservato possessori tessera Arci.

Sunday, March 20, 2011

Kino³: FLATFORM - Modulazioni di una superficie piana





giovedì 24 marzo · 19.30 - 23.30

Metricubi presenta il secondo appuntamento con la nuova programmazione di Kino³:

FLATFORM - MODULAZIONI DI UNA SUPERFICIE PIANA
Proiezione alla presenza dei registi
programma di 60' ca.
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Fenomenologia del paesaggio, sconvolgimenti nella percezione del tempo, dello spazio, della gravità. Gli originalissimi lavori di Flatform esplorano le possibilità dell'elaborazione elettronica delle immagini e mettono in dubbio la nostra idea del giorno, della notte, del movimento, di ciò che abbiamo davanti agli occhi.

Flatform è un gruppo di artisti fondato nel 2006, con sede a Milano e a Berlino. Il lavoro del gruppo si sviluppa attraverso lavori video, video installazioni e installazioni mobili. Opere di Flatform sono state presentate in prestigiosi film festival e centri internazionali d'arte contemporanea, tra i quali il LOOP Festival di Barcellona, il Festival di Rotterdam, il Centre Pompidou di Parigi e la Mostra del Cinema di Venezia.
www.flatform.it

PROGRAMMA:

INTORNO ALLO ZERO (About Zero), 2007
Una possibile architettura urbana è rappresentata da un lungo piano sequenza, raddoppiata da un effetto specchio. Le architetture sono sospese e creano un paesaggio allo stesso tempo reale e impossibile.
Dicono i Flatform: l'obiettivo era creare una visione che fosse allo stesso tempo un'analisi dialettica ed essenziale della realtà e uno sguardo su di essa come entità dinamica: un sistema in progress, aperto ad ogni soluzione. Il video unisce due idee antitetiche: rappresentare e nascondere.

IN NATURA NON ESISTONO EFFETTI SPECIALI, SOLO CONSEGUENZE, 2007
Un uomo filmato dentro una stanza vuota cerca di stare in equilibrio e di ritrovare il suo baricentro, che si muove continuamente. Questa mancanza d'equilibrio è inspiegabile, così come la sua capacità di stare in piedi nonostante le posture innaturali: il video è stato realizzato senza effetti speciali, è il risultato di una ripresa reale in una condizione artificiale.
Dicono i Flatform: costruire un territorio comporta dare motivazione agli eventi e creare spazi, concetti e inerzia. Creare interazioni tra oggetti piuttosto che interventi. Promuovere relazioni di posizione che sono movimenti. Determinare azioni piuttosto che rappresentazioni.

DOMENICA 6 APRILE, 11:42, 2008
Domenica 6 aprile, 11:42 è un video sul paesaggio inteso come complesso insieme di connessioni che guida le relazioni tra persone. Il video si concentra sulle relazioni tra azioni e luoghi, movimenti ed ambiente, mettendo in evidenza che le persone sono il luogo in cui vivono così come le traiettorie che il luogo stesso crea. Il video sottolinea la connessione reciproca tra l'ambiente e i suoi abitanti, dove il territorio gioca un ruolo imprescindibile anche nelle sue trasformazioni antropomorfiche.

57.600 SECONDI DI NOTTE E LUCE INVISIBILE, 2009
Abbiamo chiesto a 12 persone di percorrere 4 percorsi identici nel corso di un giorno e di una notte, cercando sempre di ripetere la modalità della prima volta. Si concentrano sui loro passi, il ritmo e la ripetizione permettono loro di non dover dar senso ai movimenti e si muovono come consumati da un solo pensiero, inconsapevoli del passaggio del tempo. Replicano la notte durante il giorno mescolando buio e luce.
Dicono i Flatform: in questo lavoro l'unità di luogo e azione è resa instabile dalla discontinuità temporale. Il video mette in scena un'idea di tempo non cronologica, nella quale il presente comprende anche il passato e il futuro. Quest'idea si traduce nella visione di un ambiente in cui le azioni dei paesaggi e delle persone sono sempre identiche, ma in una situazione di costante variazione temporale.

NON SI PUO' NULLA CONTRO IL VENTO, 2010
Sequenze di paesaggi ripresi in uno spazio di sessanta chilometri compongono mosaici di luoghi mentre gli assi di riferimento sono in continua trasformazione. Gli orizzonti cambiano e compongono paesaggi allo stesso tempo reali e immaginari. Film d'apertura della sezione Orizzonti all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.



Il gruppo FLATFORM sarà presente a Metricubi per presentare il proprio lavoro.

Apertura ore 19.30 con aperitivo.
Inizio proiezione ore 21.00

Ingresso riservato possessori tessera Arci.

Monday, March 14, 2011

Kino³: CALF - Piccoli strani disegni animati giapponesi






giovedì 17 marzo · 19.30 - 23.30

Torna Kino³, e inaugura il nuovo ciclo di proiezioni con

CALF - Piccoli strani disegni animati giapponesi

programma di 60' ca.
...in collaborazione con BilBolbul Festival Internazionale di fumetto.

Una selezione di cortometraggi d'animazione di alcuni dei più creativi filmaker giapponesi: Atsushi Wada, Kei Oyama, Mirai Mizue e il collettivo Tochka. Film che, per le inventive tecniche di animazione che mescolano fotografia, stop motion e disegno, hanno estasiato le platee dei festival internazionali.

CALF, etichetta giapponese fondata da Nobuaki Doi, si occupa di promuovere e distribuire – anche al di fuori del circuito dei festival specializzati - il lavoro di giovani registi indipendenti che stanno innovando il mondo del cinema d'animazione. Il programma selezionato per Metricubi attraversa sei anni di intensa e autarchica produzione di brevi film in cui i rispettivi stili e tecniche si sono rapidamente affinati, per giungere ai lavori più recenti, presentati in anteprima italiana all'ultima edizione di BilBolbul.

Il programma sarà introdotto da Sergio Fant, consulente della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e collaboratore di BilBolbul Festival internazionale del fumetto.

Website: http://calf.jp/


BIOGRAFIE:
MIRAI MIZUE
Nato a Tokyo nel 1981, è membro della Japan Animation Association e insegna alla O-HARA School. È il protagonista principale della nuova scena dell'animazione astratta giapponese: i suoi film sono stati presentati in oltre 100 festival internazionali, tra cui Annecy, Zagabria, Ottawa e Hiroshima. La sua ossessione per le strutture cellulari lo obbliga alla stupefacente densità del disegno di ogni fotogramma. Recentemente sta sperimentando un nuovo stile: l'animazione minimale basata sul disegno di figure lineari e geometriche.
http://web.mac.com/mirai_mizue

TOCHKA
Collettivo composto da Nagata Takeshi e Monno Kazue. Oltre all'attività come grafici e illustratori, hanno inventato una tecnica di animazione chiamata PiKA PiKA, basata sull'utilizzo di penne luminose e sulla combinazione di lunga esposizione fotografica e animazione in stop motion. I loro film vengo realizzati principalmente nel corso di workshop con il contributo dei partecipanti.
PiKA PiKA è stato selezionato al fetsival di Annecy e ha vinto alcuni premi, tra cui l'Honourable Mention a Ottawa, l'Excellence Award al Japan Media Arts Festival e il Grand Prix di Clermont-Ferrand.
http://tochka.jp/

ATSUSHI WADA
Nato nel 1980, realizza i primi film di animazione da autodidatta nel 2002. Affascinato dal tradizonale concetto giapponese di “MA” - la tensione prodotta tra i movimenti – sviluppa uno stile molto personale, caratterizzato dal tratto sottile e dalla presenza di suoni e rumori discreti, ma soprattutto da atmosfere stravaganti, cariche di ironia e di malinconia. Il suo ultimo film, The Mechanism of Spring, è stato presentato nel 2010 alla 67. Mostra del Cinema di Venezia.

KEI OYAMA
La sua tecnica di animazione, unica e originale, si basa sull'integrazione tra il disegno e il collage di fotografie scattate a distanza ravvicinata. Consultation Room (2005) è stato selezionato alla Quinzaine de Realisateurs del festival di Cannes e ha vinto la Honorary Mention ad Ars Electronica, mentre il più recente Hand Soap è sttao uno dei cortometraggi d'animazione più acclamati a livello internazionale.
www.keioyama.com


Apertura con aperitivo ore 19.30
Inizio proiezione ore 21.00

Ingresso riservato possessori tessera Arci.

Monday, January 31, 2011

Kino³ - proiezione e incontro con il regista PIETRO MARCELLO




giovedì 3 febbraio · 19.30 - 23.30

Kino³, il programma cinematografico di Metricubi, chiude questo primo ciclo di proiezioni con un altro importante appuntamento:

Incontro con il regista PIETRO MARCELLO
e proiezione dei film
IL PASSAGGIO DELLA LINEA (ore 20.00) e LA BOCCA DEL LUPO (ore 21.30)
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IL PASSAGGIO DELLA LINEA
Italia, 2007, 60’.

I treni espressi a lunga percorrenza ogni notte attraversano l’Italia e sono da tempo abbandonati a un destino di lento degrado. Il passaggio della linea è un viaggio attraverso il paese a bordo di uno di questi treni dove si mescolano dialetti e lingue diverse. I passeggeri sono per lo più pendolari in viaggio verso il nord o immigrati che trovano lavori temporanei in giro per l’Italia. Ognuno di loro porta con sé la sua storia, mentre fuori dai finestrini appannati scorrono paesaggi diversi, alcuni segnati dolorosamente dall’intervento dell’uomo altri ancora intatti, di una bellezza abbagliante.
Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2007, dove ha ricevuto la Menzione Speciale per il premio Orizzonti DOC, e poi selezionato in numerosi festival internazionali

LA BOCCA DEL LUPO
Italia, 2010, 76’.

Un uomo torna a casa, dopo una lunga assenza. Nel ghetto della città vecchia lo attende da anni la compagna di una vita. Mary in strada ed Enzo in carcere si sono aspettati e voluti sin dal tempo del loro incontro dietro le sbarre, quando ancora si mandavano messaggi muti. Una casetta in campagna sopra la città e il suo mare, questo è il loro sogno, lontano dal tempo presente, sospeso. Ora e ancora, condividono il loro destino con i compagni degli abissi, nel dedalo di Croce Bianca, Madre di Dio, Sottoripa…nomi antichi di un posto non ancora moderno dove il Novecento s’è incagliato come una nave senza ancora. Selezionato in più di 60 festival internazionali, Premio Miglior Film e Premio Fipresci al Torino al Film Festival, Nastro d'Argento e David di Donatello per il Miglior Documentario, Premio Caligari e Teddy Award al Festival di Berlino 2010.

PIETRO MARCELLO è nato a Caserta nel 1976. Autodidatta, ha lavorato in carcere come educatore, tra il 1998 e il 2003 è stato organizzatore e programmatore cinematografico presso il Damm di Montesanto. Nel 2002 realizza il radiodocumentario Il Tempo dei Magliari e l’anno successivo realizza i corti Carta e Scampia.Comincia nel 2004 la realizzazione dei documentari Il cantiere, La baracca e Grand Bassan. Metricubi presenta i suoi ultimi lavori, Il Passaggio della Linea del 2007 e La Bocca del Lupo, del 2009.

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"Non so se questo film è un documentario. Vuole esser un piccolo ‘poema notturno, un piccolo film di creazione e montaggio."
(PIETRO MARCELLO)

"Il passaggio della linea [...] è la rivelazione del festival e Pietro Marcello la sua più bella scoperta. Film ipnotico e denso di segnali, fonde, senza didascalismi, le esigenze del racconto e dell’inchiesta con quelle della poesia e del cinema"
(Dario Zonta, L'UNITA')

"Di documentari come quello di Pietro Marcello, nel nostro Paese, si avverte un bisogno quasi fisico, carnale."
(Alessia Spagnoli, CLOSE-UP)

"Un mondo sotterraneo ed alternativo viene alla luce, con efficacia e poesia."
(Anna Maria Pasetti, CINEMATOGRAFO.IT)

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"Il mio sguardo sul presente è quello di un forestiero che racconta ciò che vede dalla finestra, lo sguardo sul passato e sulla Grande Storia è rappresentato dai genovesi che silenziosamente sono riusciti a raccontarla attraverso l’oculare di una cinepresa."
(PIETRO MARCELLO)

"This experimental doc is a gem"
(Dave Calhoun, TIME OUT LONDON)

"Un des plus beaux films sortis cette année, pas moins. […] Pietro Marcello, le réalisateur, construit une oeuvre à la fois simple et sophistiquée"
(Eric Libiot, L'EXPRESS)

"Dans la scénographie comme dans le cut up, [La bocca del Lupo] témoigne d’une vibration, d’un pollen de cinéma comme il est devenu rare d’en respirer."
(Olivier Séguret, LIBÉRATION)

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Apertura con aperitivo ore 19.00
Inizio prima proiezione ore 20.00
inizio senconda proiezione ore 21.30

Posti limitati.
Ingresso riservato possessori tessera Arci

Monday, January 24, 2011

Kino³ - BELOW SEA LEVEL un film di Gianfranco Rosi




giovedì 27 gennaio · 19.30 - 23.00


Kino³, il programma cinematografico di Metricubi, prosegue con la restrospettiva dedicata a Gianfranco Rosi, presentando

BELOW SEA LEVEL
di Gianfranco Rosi
Italia/USA, 2008, 105’
...v.o. inglese, sott. italiano

In una terra di nessuno, a 40 metri sotto il livello del mare, in una base militare dismessa a 250 km a Sud Est di Los Angeles, vive un gruppo di persone ai confini del mondo, senza elettricità, senza acqua, senza polizia, senza governo. Ken e Lily, Carol e Wayne, Mike, Cindy, Sterling...la comunità che appariva in “Into the Wild” di Sean Penn. Non hanno rifiutato la società, le convenzioni, la “normalità”, ma ciascuno di loro, per circostanze diverse, si è trovato “fuori”.
Selezionato in più di 40 festival internazionali, Below Sea Level ha ottenuto il Premio Orizzonti Doc. alla 65. Mostra del Cinema di Venezia, i premi Miglior Film e Giuria Giovani al festival Cinéma du Réel di Parigi, il Premio Miglior Film al festival One World di Praga e numerosi altri riconoscimenti.

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The film is a documentary dealing with actual places, people and events. But it feels like a fable because the people are outsized, because the terrain is huge and suggests myth, and because the stories interwave, not to solve or drive a plot, but to demonstrate the flow of life itself. Events can seem random when time will reveal them to be determined. In part, this is a return to documentary in the manner of Flaherty: "The possibility of finding romance in realistic materials sometimes through the value of simple observational camera work that could capture the essence of things".
Thus, observation without judgment, as if nothing outside that reality existed. Great event or little stories, all kept at this same distance. The film's point of view is simple and naked. It is not the eye of an outsider looking in. It is simply the eye of the place itself witnessing the life of the place. And never blinking. […] [Every scene] simply exists in this place, in this desert, as the sun skins and the ashes and bits of bone float down to the earth. That is the point of view of Below Sea Level.
(GIANFRANCO ROSI)

"È un film miracoloso, il film di una vita. Una ballata che farebbe impazzire Bob Dylan, un poema che incanterebbe Walt Whitman, un romanzo-saggio che conquisterebbe Thoreau"
(Dario Zonta, L'UNITA')

"Although we gain extremely intimate insights into these people’s lives, the camera is far from voyeuristic or sensation-seeking. [...] A refreshing experience in times of pseudo-fiction, mockumentaries, documentary-soaps and other dilutions."
(Arne Kohlweyer, NISIMAZINE)

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Apertura con aperitivo ore 19.30
Inizio proiezione ore 21.00

Ingresso riservato possessori tessera Arci

Sunday, January 16, 2011

Kino³: proiezione e incontro con il regista GIANFRANCO ROSI




Kino³, il programma cinematografico di Metricubi, continua con un appuntamento imperdibile:

giovedì 20 gennaio · 19.30 - 23.30

Incontro con il regista GIANFRANCO ROSI
e proiezione dei film
BOATMAN (ore 20.00) e EL SICARIO - ROOM 164 (ore 21.30)
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BOATMAN
Italia/India, 1994, 55’
v. o. hindi e inglese, sott. italiano

Un viaggio in barca sul Gange, insieme a Gianfranco Rosi e al barcaiolo Gopal Maji. Il fiume e il suo popolo sfilano davanti ai loro occhi e il film si trasforma in un viaggio puro, senza destinazione. Desiderio di comprensione, ironia, fatalismo e contatto autentico, lontano dal reportage televisivo e dal facile esotismo.
Selezionato in concorso al Sundance Film Festival nel 1994, Boatman ha poi raccolto molti riconoscimenti in numerosi festival internazionali.

EL SICARIO - ROOM 164
Italia/Francia, 2010, 80’
v.o. spagnolo, sott. italiano

Un documentario che si avvicina ad una pièce di teatro contemporaneo sulla vita di un killer che ha ucciso centinaia di persone per i narcos messicani, è esperto in torture e rapimenti, ha lavorato come comandante della polizia statale ed è stato addestrato dall’FBI. Sulla sua testa pende una taglia di 250.000 dollari. Ispirato dal saggio The Sicario di Charles Bowden, pubblicato nel 2009 su “Harper’s Magazine”, il film è stato girato nella stanza di un motel al confine tra Messico e Stati Uniti. Selezionato nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia 2010, ha ricevuto il premio per il Miglior Film a Doc Lisboa 2010.


GIANFRANCO ROSI, nato ad Asmara, è regista, produttore e direttore della fotografia. Ha vissuto tra Istanbul, New York, Roma e Los Angeles. Si diploma presso la New York University Film School, dove è attualmente guest lecturer, ruolo che ricopre anche presso la SUPSI in Svizzera e il Centro de Capacitación Cinematográfica di Città del Messico.


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“Ero partito alla ricerca dei pellegrinaggi e dei movimenti di folla. Mi ha affascinato la dipendenza degli uomini rispetto al fiume. Il film ha cominciato a prendere forma dopo il mio incontro con Gopal, il barcaiolo [...]. Ho voluto ricreare l’atmosfera di quel giorno, Gopal è diventato il protagonista ed il narratore del film.
In tre anni sono tornato a Benares tre volte, ogni volta restandoci per 2 o 3 settimane. Dall’alba al tramonto, passavo le giornate con Gopal. [...] Sullo schermo appaiono e spariscono diversi personaggi e Gopal resta l’unico punto di riferimento”.
(GIANFRANCO ROSI)

"Boatman is an excellent look at life on and around the Ganges at Benares [...]. Besides the non-judgmental tone, what impresses about this documentary is the way it balances the many contradictions in the teeming lives it reveals, and the way poetry is combined with wit."
(TIME OUT LONDON)

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"Il killer ci ha messi di fronte a un nuovo mondo emergente, molto più grande della sua vita o del suo paese. Ha spinto i nostri sguardi verso il futuro e ci ha sfidati a fermarlo in tempo [...]. Il sicario ci ha insegnato cose che non avremmo mai immaginato."
(GIANFRANCO ROSI e CHARLES BOWDEN)

"A minimalist study in maximum violence, Gianfranco Rosi's "El Sicario Room 164" offers viewers the rare chance to meet a Mexican narco hitman and to live to tell the tale."
(Jordan Mintzer, VARIETY)

"Un filmmaker d’avanguardia, Gianfranco Rosi, il quale lontano da tatticismi e dalle teorie proprie del genere continua a proporre un cinema documentario borderline, solitario, realmente indipendente, ostinato."
(Lorenzo Leone, CINECLANDESTINO)



Apertura ore 19.30
Inizio prima proiezione ore 20.00
inizio senconda proiezione ore 21.30

Posti limitati.
Ingresso riservato possessori tessera Arci